Attraversare uno schema di traffico con la Regola 10
Una guida operativa alla Regola 10 COLREG per piccole unità: prua a 90 gradi, corrente, scelta del varco, AIS, VHF, VTS e criteri per rinviare la traversata.

In breve
Per attraversare una corsia di traffico, la Regola 10 COLREG richiede, quando la traversata è necessaria, una prua quanto più possibile ad angolo retto rispetto al flusso generale. Una piccola unità deve pianificare l’intero schema, non ostacolare le navi che seguono la corsia, mantenere vedetta e velocità sicura e rivalutare continuamente rischio, corrente e spazio disponibile.
Indice dell’articolo
Attraversare uno schema di separazione del traffico non significa puntare la prua verso la meta e accelerare. Per una piccola unità, la traversata sicura nasce prima dell'ingresso: rotta tracciata sulla carta aggiornata, margine rispetto ai bersagli, vedetta efficace e una decisione che resti leggibile anche dal ponte di una nave mercantile.
Che cosa impone davvero la Regola 10
La Regola 10 COLREG disciplina le unità che navigano dentro o vicino agli schemi di separazione adottati dall'IMO. Non sostituisce le altre regole: vedetta, velocità di sicurezza, valutazione del rischio e manovra anticollisione continuano a valere per l'intera traversata.
Se attraversare una corsia è necessario, la prua deve essere orientata il più possibile ad angolo retto rispetto alla direzione generale del traffico. La parola decisiva è “prua”, non “traccia sul fondo”: vento e corrente possono spostare la rotta effettiva, mentre l'assetto visibile della barca deve comunicare un'intenzione netta alle navi in corsia.
Una barca a vela o lunga meno di 20 metri non deve ostacolare il passaggio sicuro di una nave a motore che segue la corsia. La piccola dimensione non attribuisce quindi una precedenza speciale; impone, semmai, di organizzare la traversata con anticipo sufficiente per non costringere il traffico vincolato alla corsia a una manovra tardiva.
Pianificare ingresso, due corsie e zona di separazione
Il piano deve identificare i limiti delle corsie, la direzione delle due correnti di traffico, la zona o linea centrale e gli eventuali spazi costieri. Una carta informativa pubblicata online aiuta a comprendere lo schema, ma non sostituisce la carta nautica aggiornata né gli avvisi e le pubblicazioni locali applicabili.
Prima di partire, conviene scegliere una finestra che consenta di vedere l'intera sequenza: ingresso nella prima corsia, passaggio della separazione e attraversamento della seconda. Il punto geometrico più breve non è automaticamente quello più prudente; traffico dei traghetti, visibilità, mare, corrente e autonomia dell'equipaggio possono rendere preferibile un altro momento o un'altra rotta autorizzata.
La Regola 10 chiede normalmente di non entrare nella zona di separazione, salvo le eccezioni previste, e di evitare l'ancoraggio dentro lo schema o presso le sue estremità. Il piano non dovrebbe dunque usare la fascia centrale come area di attesa. Se il quadro si chiude prima dell'ingresso, l'opzione più ordinata è rinviare la traversata restando fuori dallo schema, purché posizione e condizioni lo consentano.
Prua a 90 gradi e rotta sul fondo non coincidono
Una corrente laterale crea il dubbio più frequente. La prescrizione riguarda una prua quanto più vicina possibile alla perpendicolare al flusso generale; correggere la prua fino a ottenere una traccia perfettamente perpendicolare può mostrare alle altre navi un angolo obliquo e prolungare l'ambiguità.
L'analisi Batoo suggerisce di annotare prima della manovra tre elementi distinti: direzione della corsia, prua prevista e deriva stimata. L'elettronica può mostrare COG, SOG, CPA e TCPA, ma nessun singolo valore dimostra da solo che il rischio sia risolto. Radar, AIS, bussola, osservazione visiva e uditiva devono costruire un quadro coerente, tenendo presente che non ogni piccolo bersaglio trasmette AIS e che i dati ricevuti possono essere incompleti.
Una manovra leggibile è anche stabile. Piccole correzioni ripetute fanno oscillare le previsioni di incontro e rendono più difficile interpretare l'intenzione della barca; quando la sicurezza lo permette, una decisione anticipata e sostanziale è più comprensibile di una successione di aggiustamenti minimi.
Come scegliere un varco senza “passare a poppa” alla cieca
Il varco va valutato rispetto a più bersagli, non soltanto alla nave più vicina. Una nave che sembra offrire spazio a poppa può nascondere un secondo traffico sulla stessa corsia, mentre un traghetto veloce può cambiare rapidamente il margine disponibile.
Prima dell'ingresso, la vedetta dovrebbe verificare rilevamento, distanza e tendenza nel tempo. Un rilevamento quasi costante con distanza in diminuzione segnala un possibile rischio; il controllo deve continuare anche quando CPA e TCPA sembrano rassicuranti. Batoo considera prudente definire margini di bordo in funzione di visibilità, manovrabilità, stato del mare e affidabilità dei sensori, senza trasformare una distanza generica in una regola universale.
Se nasce un rischio di collisione, la Regola 10 non cancella le responsabilità delle altre COLREG. La qualificazione di unità che “non deve ostacolare” richiede azione precoce per lasciare spazio, ma non autorizza nessuno a mantenere una rotta pericolosa fino all'ultimo. Il comandante deve rivalutare la situazione reale e agire secondo l'insieme delle regole applicabili.
VHF, AIS e servizi VTS: aiuti, non autorizzazioni
Il VHF serve a ricevere informazioni e, quando necessario, a chiarire una situazione; non trasforma una conversazione vaga in un accordo sicuro. Messaggi brevi devono identificare senza equivoci le unità e l'azione proposta, mentre una mancata risposta non equivale a consenso.
Nel Pas-de-Calais, Channel VTS offre sorveglianza radar e radio continua ed è gestito congiuntamente da Regno Unito e Francia. L'area vede oltre 400 navi commerciali al giorno; il servizio segnala traffico e pericoli, ma le decisioni di navigazione restano a bordo. L'obbligo CALDOVREP riguarda le navi oltre 300 tonnellate di stazza lorda: citarlo non significa estenderlo automaticamente a ogni diportista.
La guida locale MGN 364 (M+F) Amendment 2, pubblicata il 3 dicembre 2024, si rivolge anche agli utenti da diporto. Prima di una traversata reale occorre controllare carta, portolano, avvisi, canali VHF e requisiti locali correnti, perché schemi e procedure operative possono essere modificati.
Zone costiere, vela e decisione di interrompere
Le inshore traffic zones non sono scorciatoie libere da traffico. La Regola 10 consente il loro uso, tra gli altri, alle unità inferiori a 20 metri e alle barche a vela, ma restano validi la pianificazione locale, la vedetta e l'obbligo di non creare pericolo. Nel Dover Strait esistono zone costiere su entrambi i lati, con limiti e condizioni descritti dalle autorità competenti.
Una traversata va interrotta prima di diventare irrimediabile. Guasto al motore, perdita di visibilità, affaticamento, bersagli non compresi o scarto crescente fra piano e posizione sono segnali per rivalutare; se si è già dentro una corsia, fermarsi o invertire senza valutazione può essere peggiore che proseguire con una manovra chiara.
La sequenza utile è semplice da ricordare: preparare, osservare, scegliere, rendersi leggibili e verificare fino all'uscita. Non è una formula che garantisce il passaggio, ma un metodo per applicare la Regola 10 senza isolare il testo normativo dal traffico, dalla barca e dai limiti dell'equipaggio.
Fonti e riferimenti
Fonti consultate e riferimenti mantenuti per verificare dati e contesto.
- COLREG - Preventing collisions at seaInternational Maritime Organization
- Navigation Rules and Regulations HandbookU.S. Coast Guard Navigation Center
- MGN 364 (M+F) Amendment 2: Traffic separation schemes and Dover Strait navigationUK Maritime and Coastguard Agency · 2024-12-03
- Dover Strait crossings: Channel Navigation Information ServiceUK Maritime and Coastguard Agency
- Revised guidelines for the onboard operational use of shipborne AISInternational Maritime Organization via U.S. Coast Guard Navigation Center · 2015-12-02


