Pearl 73 a Cannes: il flybridge da 22 metri punta su terrazze e doppia master
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Pearl 73 a Cannes: il flybridge da 22 metri punta su terrazze e doppia master

Redazione Batoo
15 luglio 2026
7 min di lettura
La Pearl 73 debutterà al Cannes Yachting Festival 2026: un 22 metri flybridge che mette al centro pozzetto ampliato, cucina a poppa e layout con due master suite.

La Pearl 73 Cannes arriva nel calendario giusto: non come semplice aggiornamento di gamma, ma come un test molto concreto su cosa chiedono oggi gli armatori a un flybridge intorno ai 22 metri. Il dato confermato è chiaro: Pearl Yachts porterà la nuova Pearl 73 al Cannes Yachting Festival 2026, in programma dall’8 al 13 settembre, accanto a Pearl 63 e Pearl 82. La conseguenza è più interessante della notizia: nel segmento dei flybridge familiari di fascia alta, lo spazio esterno non è più un accessorio scenografico, ma un argomento commerciale centrale.

Yachts Croatia ha indicato il debutto mondiale della Pearl 73 a Cannes il 13 luglio 2026, riportando un layout con cucina a poppa, pozzetto ampliato da balconi abbattibili, quattro cabine ospiti e due master suite. BoatTEST aggiunge i principali dati tecnici pubblicati: lunghezza fuori tutto di 21,99 metri, baglio di 5,75 metri, pescaggio di 1,70 metri, motorizzazioni MAN V12 da 1.400 hp o 1.550 hp e, con la potenza superiore, velocità massima dichiarata di circa 32 nodi. Sono informazioni sufficienti per leggerla non come oggetto da salone, ma come proposta da valutare sul serio.

Il debutto a Cannes mette la barca nel confronto più duro

Cannes è un palcoscenico utile proprio perché non perdona i modelli deboli. L’organizzatore presenta l’evento come il principale salone in acqua europeo, con barche da 5 a 55 metri distribuite tra Vieux Port e Port Canto. Per una Pearl 73, questo significa stare fisicamente nello stesso ecosistema commerciale di marchi molto presenti nel Mediterraneo, dai flybridge italiani ai britannici sportivi e alle navette compatte.

Pearl non entra in quel confronto con il peso industriale dei grandi gruppi. Entra con una tesi più mirata: boutique builder, volume intelligente e una distribuzione degli spazi pensata per armatori che vogliono usare davvero la barca in famiglia o con ospiti. Chi guarda anche cantieri comeAzimut per i flybridge mediterraneioPrincess Yachts per l’equilibrio britannico tra guida e comforttroverà nella Pearl 73 una concorrente meno ovvia, ma non laterale.

Terrazze e cucina a poppa cambiano il ritmo a bordo

Il punto più leggibile del progetto è il pozzetto. Le murate abbattibili trasformano la zona poppiera in una terrazza più larga, mentre la cucina a poppa riduce la distanza tra preparazione, salone e pranzo all’aperto. È una scelta ormai frequente sui modelli che vogliono sembrare più grandi senza crescere troppo in lunghezza, ma qui ha una funzione precisa: spostare il baricentro della vita diurna verso l’acqua.

Non è solo un dettaglio da brochure. In rada, una cucina arretrata serve meglio il pozzetto; in porto, crea un accesso più naturale tra banchina, cambusa e salone; in crociera breve, evita che l’equipaggio o gli ospiti attraversino continuamente il living interno. L’implicazione per un compratore è pratica: la barca privilegia giornate sociali, baie e soste mediterranee più che una separazione formale degli ambienti.

Il flybridge a tutta lunghezza e la lounge di prua completano lo stesso disegno. Se confermati dal vivo con buona ergonomia, questi tre livelli esterni possono dare alla Pearl 73 una percezione di barca più grande della misura nominale. Il rischio da verificare a bordo sarà l’equilibrio tra apertura e protezione: ombra, passaggi laterali, tientibene e gestione del vento contano più delle fotografie.

Due master suite sono una scelta commerciale, non solo abitativa

La configurazione con due master suite, una a prua con accesso privato e una a centro barca a tutto baglio, è probabilmente l’argomento più forte della Pearl 73. In un 22 metri, una vera doppia cabina armatoriale cambia il pubblico potenziale: due coppie possono condividere la barca senza una gerarchia troppo evidente, una famiglia può assegnare spazi più comodi a generazioni diverse, e un utilizzo charter può presentarsi con maggiore elasticità.

BoatTEST riporta anche due ulteriori cabine ospiti en suite e alloggio per due membri d’equipaggio. Questo conferma l’ambizione della barca: non un dayboat allargato, ma un flybridge da crociera veloce con una gestione ancora ragionevole. La presenza del garage per tender e moto d’acqua, se mantenuta senza sacrificare troppo i volumi tecnici, aggiunge un elemento importante per chi naviga tra isole, campi boa e porti affollati.

Il confronto non va fatto solo con altri 70 piedi nominali. Chi studiaSunseeker nel mondo dei motoryacht sportivipuò cercare più enfasi sulla guida e sull’immagine; chi guardaFerretti Yachts per la crociera flybridge italianatroverà un’impostazione più istituzionale. Pearl sembra posizionarsi in mezzo: meno appariscente di alcune rivali, ma molto concentrata sulla resa abitativa.

Le prestazioni dichiarate restano da leggere con il carico reale

La scheda pubblicata indica due MAN V12 da 1.400 hp standard o 1.550 hp opzionali. Con l’opzione più potente viene indicata una punta di circa 32 nodi, una crociera intorno ai 25 nodi e un’autonomia approssimativa di 250 miglia nautiche. Sono numeri coerenti con un flybridge planante di questa taglia, ma vanno letti con prudenza finché non ci saranno prove indipendenti in condizioni dichiarate.

Per un armatore, la domanda non è se 32 nodi siano abbastanza. La domanda è dove la barca si sente naturale: a 20, 22, 25 nodi? Quanto cambia il consumo con mare formato? Il pozzetto aperto e il flybridge esteso restano comodi anche quando si alza il vento? Il pescaggio di 1,70 metri è interessante per molte rotte mediterranee, ma non sostituisce una valutazione su eliche, assetto, rumorosità e accesso in sala macchine.

Questa è la parte in cui il salone serve davvero. Cannes potrà mostrare finiture, passaggi, altezze, visibilità dalla plancia e qualità delle superfici. La scheda tecnica orienta; la visita a bordo decide.

Il segnale per il mercato dei 70 piedi

La Pearl 73 racconta una tendenza precisa: il flybridge da 70 piedi non può più limitarsi a offrire tre ponti e buone cabine. Deve spiegare come ogni metro produce uso reale. Balconi abbattibili, cucina a poppa, doppia master e grandi superfici vetrate sono risposte a una domanda di barche più conviviali, più luminose e meno rigide nella divisione tra interno ed esterno.

La nostra lettura è che Pearl stia usando Cannes per alzare la percezione del marchio nel cuore del mercato mediterraneo. Non basta avere una lista di caratteristiche ricca; bisogna convincere broker, armatori e famiglie che il pacchetto funziona meglio delle alternative più note. La Pearl 73 avrà un buon argomento se il layout visto sulla carta mantiene a bordo proporzioni corrette, protezione sufficiente e una qualità costruttiva allineata alle aspettative del prezzo, che al momento non va inventato perché non è stato comunicato nelle fonti consultate.

Per chi sta valutando un flybridge usato recente o una nuova costruzione in questa fascia, la Pearl 73 merita attenzione non per l’effetto novità, ma per la chiarezza della proposta: vivere più vicino al mare senza rinunciare a quattro cabine, equipaggio e prestazioni da crociera veloce. Cannes dirà se questa promessa resta una buona idea progettuale o diventa una barca convincente sotto i piedi.

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Fonti e riferimenti

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