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Luci di navigazione a vela: leggere le COLREG a bordo

Una guida ragionata per configurare, riconoscere e controllare le luci di un veliero: dalla sola vela al motore, dalla fonda alla manutenzione dei fanali.

Redazione Batoo8 min di lettura
Luce di navigazione installata sul pulpito di una barca a vela
Foto: Schmidt & Partner via Batoo

In breve

Su un veliero in navigazione a vela servono fanali laterali e fanale di coronamento; sotto 20 metri possono essere riuniti in un fanale tricolore in testa d’albero. Se il motore spinge, l’unità va mostrata come nave a propulsione meccanica. Prima di salpare occorre verificare accensione, settori, visibilità, lenti, cablaggi e corretta selezione sul quadro.

Indice dell’articolo

Una luce accesa non è necessariamente una luce corretta. Di notte, il disegno luminoso di un veliero comunica assetto, direzione e capacità di manovra prima che scafo e vele siano distinguibili; un fanale sbagliato può quindi raccontare agli altri una barca diversa da quella reale. Questa guida traduce le prescrizioni in un metodo di bordo, senza sostituire il testo COLREG, le regole locali o le istruzioni del costruttore.

Il messaggio viene prima dell’hardware

Le COLREG organizzano luci e segnali nella Parte C, dalle Regole 20 a 31. La Regola 20 li richiede dal tramonto all’alba e anche di giorno in visibilità ridotta quando previsti; vieta inoltre luci che possano essere confuse con quelle regolamentari, mascherarne il carattere o ostacolare la vedetta. Il punto operativo è semplice: illuminare il ponte non equivale a rendere leggibile la nave.

Un fanale laterale rosso indica il lato sinistro, quello verde il lato destro, mentre il fanale di coronamento copre il settore poppiero. I settori non sono decorativi: permettono a chi osserva di inferire l’orientamento relativo. La valutazione deve però restare prudente, perché rollio, sbandamento, onde, sovrastrutture o un’ottica degradata possono alterare ciò che appare da lontano.

La lettura luminosa non concede automaticamente precedenza. Le regole di governo, la vedetta, la velocità di sicurezza e la valutazione del rischio restano applicabili; l’IMO colloca infatti questi doveri nella Parte B. Per Batoo, la disciplina utile consiste nel trattare ogni luce come un dato da confermare con rilevamento, movimento relativo e contesto, non come una scorciatoia decisionale.

Sotto vela, al motore e nelle fasi miste

Un veliero in navigazione a vela mostra fanali laterali e fanale di coronamento. Sotto 20 metri, la Regola 25 permette di riunire quei tre settori in un unico fanale vicino alla testa d’albero, dove sia meglio visibile. È il classico tricolore: una soluzione compatta e alta, ma non un’aggiunta da accendere insieme alla configurazione equivalente a livello coperta.

La stessa regola consente, in aggiunta ai fanali laterali e di coronamento separati, due luci a giro in verticale vicino alla testa d’albero, rossa sopra e verde sotto. Quella coppia non può essere usata insieme al fanale combinato. La scelta dell’impianto deve dunque impedire combinazioni incompatibili, preferibilmente con interblocchi o selettori chiaramente etichettati anziché affidarsi alla memoria dell’equipaggio.

Quando le vele sono alzate ma la macchina sta anche propellendo l’unità, la barca non deve presentarsi semplicemente come veliero. La Regola 25 prescrive di giorno un cono con il vertice verso il basso, con esenzione dall’obbligo per unità sotto 12 metri; di notte la configurazione luminosa deve comunicare la propulsione meccanica secondo la Regola 23. In pratica, l’accensione del motore non basta: ciò che conta è se la macchina sta spingendo.

Questo passaggio è una causa frequente di errori logici nel quadro. Un circuito ben progettato separa almeno “vela”, “motore” e “fonda”, mostra quale modalità è attiva e rende difficile alimentare contemporaneamente tricolore e fanali bassi equivalenti. Batoo considera questa ergonomia parte della sicurezza, anche se il modo concreto di realizzarla dipende dall’impianto e dalle approvazioni applicabili.

Lunghezza e portata cambiano la scelta

La portata nominale non è una promessa di avvistamento in ogni condizione. Per unità sotto 12 metri, la Regola 22 indica una portata minima di 1 miglio nautico per i fanali laterali e 2 miglia per fanale di testa d’albero, coronamento e luci a giro. Tra 12 e meno di 50 metri, laterali, coronamento e luci a giro passano a 2 miglia, mentre il fanale di testa d’albero richiede 5 miglia, ridotte a 3 sotto 20 metri.

Queste soglie riguardano un apparecchio conforme, installato e alimentato correttamente. Non autorizzano a stimare la conformità guardando soltanto quanto “sembra brillante” dalla banchina. La geometria dei settori, la cromaticità, l’altezza e la separazione appartengono al sistema tanto quanto la sorgente luminosa; l’Annex I contiene i dettagli tecnici e va verificato per l’installazione specifica.

Per un veliero sotto 7 metri, la Regola 25 prevede una soluzione particolare: se non è praticabile esporre la configurazione ordinaria o il combinato, deve mostrare una luce bianca a giro oppure tenere pronta una torcia o lanterna bianca da esibire in tempo utile per evitare la collisione. Non è un lasciapassare per navigare invisibili. “Pronta” significa immediatamente utilizzabile, non riposta senza batterie nel gavone.

Anche alla fonda la scena cambia. La Regola 30 permette a una nave sotto 50 metri di mostrare un’unica luce bianca a giro dove sia meglio visibile, al posto delle due luci previste per unità maggiori; eventuali eccezioni locali vanno controllate sulla zona di navigazione. Il fanale di fonda non deve essere confuso con una configurazione di navigazione e deve restare libero da vele, antenne o tendalini.

Il retrofit LED è un sistema, non una lampadina

Sostituire una lampadina a incandescenza con un LED non garantisce automaticamente lo stesso fanale. La Maritime and Coastguard Agency avverte che un retrofit può invalidare l’approvazione del fanale e raccomanda di consultare il costruttore della lanterna prima della sostituzione. Sorgente, lente colorata, ottica, dissipazione e tensione lavorano insieme per produrre colore, intensità e settore conformi.

La risoluzione IMO MSC.253(83) include esplicitamente sorgenti incandescenti, LED e altre sorgenti nella definizione di lampada. La norma di prestazione considera inoltre la luce come un insieme formato da sorgente, involucro, posizione e mezzi che delimitano l’angolo luminoso. Ne deriva una regola pratica: comprare un componente “più luminoso” non dimostra che l’insieme resti corretto.

Prima di un retrofit occorre identificare marca, modello, tensione, omologazione e ricambio ammesso dal produttore. Se la documentazione non conferma la compatibilità, la scelta fail-closed è mantenere il ricambio prescritto o sostituire l’intero fanale con un’unità approvata per l’uso previsto. Qualsiasi modifica al cablaggio richiede anche protezione del circuito, sezione dei conduttori e tenuta adeguate al progetto della barca.

Una verifica che osserva anche da fuori

La MCA raccomanda di controllare tutte le luci prima di lasciare il porto, circa un’ora prima dell’impiego, periodicamente durante il viaggio e con particolare attenzione di notte o in scarsa visibilità. Il controllo non finisce al LED verde sul pannello. Serve una persona all’esterno che confermi colore, settore, intensità apparente e assenza di mascheramenti in ogni modalità.

L’ispezione a barca ferma parte dalle lenti. Sale, crepe e opacizzazione riducono la prestazione; sui materiali plastici i raggi ultravioletti possono causare ingiallimento, mentre il calore può creare microfessure e diffusione. Vanno poi esaminati guarnizioni, condensa, corrosione dei contatti, fissaggi, passacavi e caduta di tensione sotto carico secondo le istruzioni del costruttore.

Su un veliero bisogna simulare anche l’assetto reale. Una vela arrotolata, il boma, il tender, un pannello solare o lo sbandamento possono coprire un settore che in porto appariva libero. Batoo suggerisce un giro di osservazione da distanza sicura con un assistente, senza trasformarlo in una misura certificata: serve a scoprire ombre evidenti, non a convalidare portata e cromaticità.

Infine si prova la logica: sola vela, macchina propulsiva, fonda e tutte le posizioni “spento”. Ogni modalità va annotata nello schema elettrico e nella checklist di bordo; lampade o unità di ricambio devono essere quelle ammesse. Se un fanale non funziona, un settore è occultato o la compatibilità del retrofit è incerta, la navigazione notturna va rinviata finché l’impianto non è ripristinato e verificato.

La decisione del comandante resta il filtro finale

Una configurazione conforme è il punto di partenza, non una garanzia contro l’abbordaggio. Nebbia, pioggia, luci di costa e angoli morti possono rendere ambiguo anche un segnale corretto; per questo la vedetta e la velocità adatta non sono accessori elettronici. Le luci descrivono la nave agli altri, ma l’equipaggio deve continuare a leggere l’intero scenario.

La consegna più utile è una matrice semplice fissata vicino al quadro: stato dell’unità, selettore richiesto, fanali attesi e verifica esterna. Va costruita sul manuale del fanale, sullo schema della barca, sulle COLREG applicabili e sulle prescrizioni locali. Se uno di questi riferimenti manca o contraddice l’impianto reale, la risposta professionale non è improvvisare: è fermarsi, documentare l’anomalia e farla risolvere da un tecnico competente.

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Fonti e riferimenti

Fonti consultate e riferimenti mantenuti per verificare dati e contesto.

  1. Convention on the International Regulations for Preventing Collisions at Sea, 1972 (COLREGs)International Maritime Organization
  2. USCG Amalgamated Navigation Rules: International and U.S. InlandUnited States Coast Guard Navigation Center
  3. MGN 393: Navigation light units and the use of LED light sourcesUK Maritime and Coastguard Agency · 2009-07-01T00:00:00.000Z
  4. IMO Resolution MSC.253(83): Performance standards for navigation lights and controllersInternational Maritime Organization · 2007-10-08T00:00:00.000Z